Il sindaco di Sala Consilina si incatena davanti al carcere "Chiedo al ministro della giustizia di riaprire il nostro carcere"

Mi incateno con la speranza che questo gesto estremo faccia prendere in considerazione al ministro della giustizia l’idea di riaprire il nostro carcere. E’ possibile che per essere ascoltato dalle istituzioni un sindaco debba fare tutto ciò?”. Francesco Cavallone, primo cittadino di Sala Consilina, spiega così la scelta di incatenarsi, insieme al consigliere comunale Michele Santoriello ed alcuni cittadini, all’ingresso della locale casa circondariale, chiusa lo scorso ottobre. A riportarlo è l’Agenzia Ansa. Nella struttura, dopo il trasferimento di tutti i detenuti, lavorano ancora 3 impiegati amministrativi e 14 agenti della polizia penitenziaria, con turni anche notturni. Il sindaco Cavallone chiede di essere ricevuto dal ministro Andrea Orlando definendo la chiusura del carcere un “blitz burocratico”. “Si giustifica la soppressione con la spending review, ma non è uno spreco spendere denaro pubblico per un carcere senza detenuti? Il Comune di Sala Consilina sarebbe disposto ad accollarsi i costi di adeguamento della struttura. Sulla vicenda è intervenuto il coordinatore nazionale del Sappe, Sindacato autonomo polizia penitenziaria, Tiziana Guacci: “Chiediamo il trasferimento dei dipendenti della casa circondariale di Sala Consilina. Da tre mesi i competenti organi non provvedono all’assegnazione della mobilità nei confronti dei 14 agenti presso altre strutture”. – ondanews –

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